sugli incidenti a Ceuta e Melilla
Categoria: Culture e ImmigrazioneNegli ultimi giorni, le immagini di migliaia di persone disperate che cercano di oltrepassare la barriera che separa l'Europa dall'Africa, a Ceuta e Mellilla, la morte di alcuni di loro per gli spari dei militari, l'abbandono criminale di molti di loro in pieno deserto con solo la morte davanti, denunciato da organizzazioni di volontari, hanno colpito la coscienza di molti europei.
Denunciamo l'ipocrisia delle autorità spagnole ed europee che militarizzano la frontiera mentre negoziano per alcuni milioni di euro la possibilità di allontanare il problema alcuni chilometri più a sud, pretendendo di lasciare in mani marocchine il lavoro sporco. Questo è miope, indegno e, inoltre, non funzionerà.
Condanniamo la brutalità criminale delle autorità marocchine, reclamiamo l'intervento immediato dei tribunali internazionali.
Questi drammatici avvenimenti sono la punta dell'iceberg ed evidenziano che per l'immigrazione non c'è soluzione con leggi restrittive, né con la polizia, né con le armi. Chiariscono anche il fallimento della cosiddetta "politica di cooperazione" che non ha risolto il problema di fondo.
Questa politica di cooperazione è fallita perché si è dato “aiuto” con condizioni imposte, (io ti do tanto e tu mi rendi altrettanto o di più), perché risponde ad interessi parziali e non coordinati ed è essenzialmente insufficiente. Perché la cancellazione del debito della quale ora parlano è un miraggio (condoniamo loro X milioni che siamo sicuri che non possono pagarci e poi diciamo dappertutto che li abbiamo aiutati con X milioni in più affinché si risollevino)… Questa "cooperazione" è legata alla zavorra delle numerose evidenti bugie, della corruzione e soprattutto di uno sguardo che non pretende di cambiare le cose perchè non comprende che il destino di tutti si gioca insieme.
Fintanto che non si affronta questa situazione dalle sue radici profonde, ogni soluzione sarà un semplice palliativo e a lungo andare non farà altro che allargare questa terribile assurda situazione. La povertà di queste regioni del pianeta ha dei responsabili che ne hanno distrutto la cultura, ne hanno sfruttato le ricchezze naturali, ne hanno rubato il futuro. Questi responsabili sono gli stessi che stanno costringendo i popoli d'Europa alla precarietà lavorativa, al consumismo, all'individualismo, al rischio ed alla paura. Sono i poteri finanziari che, fuori controllo, esercitano un dominio reale sul potere politico formale e disumanizzano la vita ogni giorno di più.
Per necessità e coerenza, la cooperazione dovrà impegnarsi a diventare una “cura” e non un palliativo insufficiente e congiunturale. Per necessità e coerenza, si dovranno tassare le transazioni finanziarie in modo che la cieca corsa verso il nulla delle grandi macchine del denaro cominci a invertire la marcia e serva per la ripresa delle persone e della terra.
A suo tempo, 60 anni fa, un'Europa distrutta ricevette gli aiuti economici reali che le permisero di rimettersi in piedi e di “curarsi”. Furono sufficienti 13.000 milioni di dollari in denaro, alimenti e macchinari. Da allora il mondo è molto cambiato, e la grandezza e la complessità delle necessità si sono moltiplicate, però la coerenza continua ad avere le stesse regole. L'Europa ha bisogno dell' immigrazione. Gli immigrati hanno bisogno di futuro. E' necessario applicare e difendere i diritti umani che li tutelano, indipendentemente dal fatto che l'Europa abbia bisogno di migranti per il lavoro che essi possono svolgere.
Noi vediamo due cammini:
Da un lato, c'è una via di fuga impossibile, percorrendo la quale l'Europa può cercare di “proteggersi”, di costruire porte nel mare, mettere fili spinati su tutto il proprio perimetro (e dopo continuare costruendo steccati al suo interno, cercando inutilmente di difendersi....da se stessa!!).
Dall'altro lato, può imbarcarsi in un progetto storico che le permetta di sollevarsi e aiutare altri continenti a farlo, creare condizioni di vita migliori per sè e per gli altri, aprire il passo ad un nuovo mondo. L'Europa può e deve cambiare le regole del gioco, includendo tutti i paesi africani in un piano di sviluppo d'insieme. Un piano coerente dovrà contare sull'accordo e l'iniziativa africana e avrà grandi conseguenze economiche, sociali, politiche e culturali per l'Africa e per l'Europa.
PERTANTO, noi umanisti esigiamo:
- Rendere effettive le convenzioni Internazionali facendo affidamento alle risoluzioni dell'ONU che proteggono il diritto d'asilo;
- Che si faccia chiarezza sulle morti degli immigrati alla frontiera di Ceuta e Mellilla e che i responsabili diretti ed indiretti siano giudicati;
- Che si indaghi sulla politica del governo marocchino e sulla connivenza di quello spagnolo di fronte a questi atti e alla espulsione dei migranti alle frontiere di Algeria e Mauritania abbandonati al loro stessi in pieno deserto;
- Regolarizzazione immediata, reale ed amplia per tutti i migranti su scala Europea
- Chiusura immediata dei centri di internamento sul suolo europeo.
12 ottobre 2005
Segreteria Culture, Migrazioni e Cooperazione Internazionale
della Regionale Europea della Internazionale Humanista









