Tsunami in Asia
Categoria: Regionale Europeala posizione della Regionale Europea sul disastro del Tsunami.
La devastazione provocata dal terremoto in India e nei paesi del sud dell'Asia é una situazione che ha sconvolto il mondo intero per le conseguenze umane, risvegliando un sentimento di solidarietà a tutte le latitudini. Pero questa solidarietà trova grandi difficoltà a trasformarsi in un’azione che possa dare una risposta risolutiva al problema.
Come d'abitudine i governi ed altre organizzazioni faranno i loro proclami, e milioni di dollari saranno raccolti. Ma solo una piccola parte arriverà alle vittime ( per esempio: dopo 1 anno dal terremoto avvenuto in Iran, secondo le informazioni della stampa solo il 1% dei fondi promessi é arrivato!!).
La Regionale Umanista denuncia « l’umanitarismo » dei governi che, dietro l’effetto dei loro proclami, dimostrando l’ipocrisia del sistema di valori della nostra società inumana dove gli interessi economici prevalgono sui valori della vita umana.
La propaganda sui milioni di dollari che saranno inviati per gli aiuti in ogni caso sono derisori. A titolo di comparazione: i soldi stanziati dagli Stati Uniti per la ricostruzione dell'Iraq superano i 18 miliardi di dollari, e chiedono inoltre 35 miliardi agli altri paesi.
Questo rappresenta un totale di più di 55 miliardi, cioè più di 40 miliardi di euro.
L’unione europea per questa tragedia ha promesso subito 3 milioni di euro e la commissione deve approvare un aiuto di 30 milioni, mentre per la ricostruzione del Iraq hanno già preso accordi per 200 milioni.
Forse non potremo evitare altri disastri di questa portata, ma potremmo migliorare le condizioni di vita, per ridurre i danni e certamente il numero delle vittime, attraverso la garanzia di condizioni di vita degne, che includano delle costruzioni adatte ai rischi di terremoto, e soprattutto mettere a disposizione un sistema d’allarme, col quale si sarebbero evitate molte vittime.
Questa catastrofe aumenta la rabbia degli umanisti, di fronte a un sistema di valori sbagliati, e di una organizzazione sociale indegna di chiamarsi Umana, e ci spinge a lottare con più forza e determinazione.
E pure ci sono degli esempi che ci dimostrano come sia possibile trasformare una situazioni di disastro, nell’occasione di avanzare insieme e uniti, come é successo con l'accordo tra i guerriglieri e il governo dello Sri Lanka per lavorare insieme nell'aiutare le persone colpite dalla tragedia.
Siamo coscienti che la sofferenza e la violenza colpisce tutti gli essere umani, anche lontani tra di loro. Però tutti i progressi nell'aiuto e nella prevenzione devono dare un segnale importante di cambio nelle politiche, nei processi di cooperazione ed unione tra i paesi e le regioni.
La Regionale Europea chiede:
- Ai governi europei e alla Unione Europea l’aiuto necessario in questa situazione d’urgenza e di non abbandonare i popoli una volta che le immagini choc siano passate.
In particolare, l’Unione Europea deve garantire che gli aiuti arriveranno realmente a tutte le popolazione colpite, in collaborazione diretta con le ONG dei luoghi.
- Ai governi delle zone colpite, di dare la priorità alla qualità della vita dei loro concittadini prima di spendere le loro risorse nel pagamento dei debiti esteri o nello sviluppo di armamento nucleare (come nel caso di India o Pakistan).
- A tutti coloro che sono lontani del luogo di creare una rete di solidarietà per inviare aiuti e di continuare a pensare a tutte quelle persone che vivono là e che sicuramente passano uno dei peggiori momenti delle loro esistenza.









