Nessun essere umano è illegale
Categoria: Culture e ImmigrazioneIn un momento nel quale i paesi europei cercano una Costituzione comune e si potrebbe credere che il popolo europeo sia sul punto di passare ad un'altra tappa della sua storia, uno dei temi più importanti di questa regione, l'immigrazione, continua ad essere trattato in maniera indegna e obsoleta.
Le culture che convivono in Europa sono tutte le culture del mondo e l'immigrazione è la principale via attraverso la quale questo incontro si è potuto produrre.
Alcuni di noi che vengono da molto lontano, e altri che sono nati qui, condividono l'aspirazione che un giorno le differenze di trattamento e opportunità, per ragioni di sesso, età, religione, cultura e origini, siano definitivamente superate. Il modo in cui diamo risposte alla questione dell'immigrazione e alla diversità culturale in Europa compromette la nostra visione dell'essere umano, la nostra relazione con il resto del mondo, e all fine, la nostra relazione con noi stessi.
Sfortunatamente, le posizioni del trattato costituzionale in questo campo si ispirano ad un modello utopico di “Europa fortezza” e le ultime misure dei governi europei, restrittive e poliziesche, vanno in questa stessa direzione, che porterà a delle conseguenze umane disastrose.
Sebbene il governo spagnolo (impegnato a raccogliere un numero maggiore di tasse e a migliorare il suo peso demografico) ha realizzato un processo di regolarizzazione degli immigrati che vivevano in Spagna da prima dell'Agosto 2004, questo processo si è limitato a quelli che potevano dimostrare di possedere un contratto di lavoro, escludendo, così, più di un milione di persone che sono rimaste nella clandestinità.
Benchè limitato, questo gesto ha scatentato gli allarmi dei suoi vicini, e la Francia, l'Inghilterra, l'Italia e la Germania, che hanno criticato la misura, si sono affrettate a chiudere ancora di più le porte. Lo stesso governo spagnolo promette mano dura a partire da questo momento, ispezioni per perseguire il lavoro nero, ed espulsioni di immigrati senza permesso di soggiorno.
Il governo italiano, dopo aver fatto una campagna simile nel 2002, ha appena firmato un accordo con il governo francese per rafforzare i controlli e i rimpatri alla frontiera.
Il governo francese ha espulso 15000 persone l'anno passato, e desidera arrivare a 20000 espulsioni nel 2005. Le leggi attuali (l'ultima è di maggio scorso) pongono le persone in condizioni ogni volta più difficili (rafforzamento della polizia e dei controlli, visti numerici con impronte digitali prese nei paesi d'origine, verifica dei matrimoni misti realizzati in paesi stranieri).
Denunciamo queste pratiche costose, feroci ed inefficaci. Non solo non impediscono che le persone continuino ad affluire verso Occidente, ma anche stigmatizzano gli stranieri e li constringono ogni volta di più in situazioni senza uscita, generando sempre maggior disagio e violenza crescente.
I governi europei sbagliano la loro direzione perchè cercano di rispondere alla disuguaglianza e alla povertà non con la cooperazione e la giustizia ma con le minacce poliziesche e la repressione della libertà. Questa pericolosa cecità ci conduce verso la militarizzazione delle frontiere, la pratica deprecabile delle espulsioni di massa e il fallimento del principio di uguaglianza di tutti gli esseri umani.
Denunciamo l'utilizzazione e la moltiplicazione dei Centri d'Internamento, nei quali, le persone, colpevoli dell'unico delitto di aver desiderato di passare una frontiera, sono recluse, trattate come “clandestini” o “immigranti illegali” senza rispettare i diritti fondamentali (blocchi alla libertà di circolazione, assenza del rispetto del diritto di asilo, mancanza di rispetto per la vita privata e familiare o per i minori).
Questi governi considerano l'immigrazione come un male necessario, e utile unicamente se si trasforma in una riserva controllata di manodopera intimorita, limitata e sottomessa. Questi governi non hanno soluzioni per l'immigrazione. Non ci sono soluzioni nella loro logica. Fino a quando i paesi europei non riconoscono che gran parte della loro ricchezza proviene dallo sfruttamento dei paesi di origine di questi immigrati, nessuna soluzione umanista internazionale è possibile.
Nel frattempo, le persone nei “nostri paesi sviluppati” sono ogni volta più sotto pressione. Si dovrà fare un chiarimento alle popolazioni affinché comprendano che la riduzione e la perdita dei diritti sul lavoro, la riduzione dei salari, il deterioramento progressivo della qualità del servizio sanitario e dell'educazione pubblica, non sono attribuibili ai migranti ma a questo sistema inumano che desidera solamente guadagnare denaro a qualunque costo. Mentre le forze antiumaniste sviano il conflitto verso i migranti: cioè i più deboli e maltrattati...
La proposta umanista sarà, pertanto, di lavorare tutti insieme per ottenere un futuro che, o è per tutti, o non sarà per nessuno.
Noi esigiamo:
Regolarizzazioni amplie e successive coordinate a livello europeo e che includano piani di cooperazione internazionale con i paesi di origine e la revisione del debito estero, per sradicare la povertà, l'ingiustizia e la disguaglianza.
Politiche interne che rendano effettiva la democrazia reale con uguali diritti e con uguali opportunità per tutti, che includano il diritto ad eleggere e ad essere eletti in tutti gli eventi elettorali.
La chiusura immediata dei Centri di Internamento per andare incontro ai diritti umani e all'abbandono del progetto dei centri esterni.
Questa Regionale Umanista Europea, punto di incontro di partiti ed organizzazioni sociali di base, si impegna direttamente a lavorare per questi obiettivi, rivendicando il valore e la forza della lotta non violenta.
Pau Segado
Segreteria delle Culture, Migrazioni y Cooperazione Internazionale
Regionale Umanista Europea









