Posizione dell'Internazionale Umanista sul conflitto in Togo
Categoria: Regionale EuropeaAll'Unione Europea
Alle Nazioni Unite
Alla Stampa Europea
Ai Governi di Togo e Francia
Posizione dell'Internazionale Umanista sul conflitto in Togo
Zurigo, 2 Maggio 2005
Gli Umanisti denunciano la situazione di violenza successiva alla proclamazione dei risultati elettorali che hanno eletto Faure Gnassingbé come presidente del Togo. Ancora una volta il governo è riuscito a manipolare le elezioni e a far irritare le persone, usando, successivamente, il pretesto delle violenze che si sono scatenate come conseguenza delle elezioni, per giustificare l'uso del terrore nel paese.
Queste pratiche sono state esercitate molte volte da quando c'è stata la presa di potere di Eyadéma e continuano con queste ultime elezioni. A tali pratiche possono essere aggiunte: inganni, intimidazioni, furti delle urne di voto, manipolazione della stampa e arresti di persone, allo scopo di mantenere la dittatura e di prevenire la possibilità di stabilire una democrazia.
Il popolo Togolese si sente tradito una volta di più. Il raggio di speranza che era emerso al tempo dell'annuncio di nuove elezioni a cui potevano prendere parte anche i partiti di opposizione e sotto la sorveglianza dell'UE, della CEDEAO, si è rivelato un inganno e una montatura. Ancora una volta il popolo è stato ingannato dall'annuncio dei rappresentanti ufficiali: CEDEAO ha convalidato il voto, parlando solamente di “anomalie”, l'UE si è accontentata di esprimere le proprie “serie preoccupazioni” per la situazione, con la Francia che ha posto ogni possibile ostacolo al fine di evitare una più forte presenza della UE.
L'Internazionale Umanista denuncia quei partiti di opposizione e quei gruppi di oppositori che, rispondendo con la violenza, legittimano l'utilizzo dell'esercito da parte del potere. In tal modo permettendo al governo, con il pretesto di “ristabilire la legge”, di rinforzare senza alcun pudore la presenza ed il potere dell'esercito, di giustificare la repressione e gli abusi da parte dei suoi soldati, di punire, di torturare e di assassinare quelli che, desiderando la democrazia, si oppongono al potere.
Gli Umanisti dichiarano:
E' necessario porre fine alla violenza, alla morte, alla sofferenza dell'oppresso popolo del Togo. Queste azioni violente appartengono alla preistoria e non al presente. Tutti i governi, i partiti politici o le forze armate che non sono pronte a lasciare che le persone si esprimano in alcun modo se non con l'uso della violenza, devono essere denunciate e rimosse dal potere. La pace, la democrazia e la giustizia non si otterranno con i cannoni ed il sangue di un intero paese, né attraverso l'esodo di popolazioni terrorizzate, né attraverso il silenzio di un popolo sottomesso.
Perciò gli umanisti fanno appello a tutte le forze presenti: il governo, l'esercito, i partiti ed i gruppi di opposizione, affinché si fermino tutte le violenze, fisica, psicologica e morale e tutti gli atti di intimidazione in modo che sia possibile porre le condizioni per iniziare un dialogo reale.
Se il governo Togolese osa proclamarsi democratico, deve fare delle leggi che siano coerenti con una democrazia e con la costituzione: ciò implica il garantire la libertà d'espressione delle persone, della stampa e di tutte le forze presenti. Deve far cessare tutti gli atti di intimidazione e di manipolazione e deve porre fine a tutti gli atti di terrore e violenza commessi dall'esercito e da tutti i gruppi paramilitari al servizio di questo.
Finché il governo non mostrerà segni incontestabili di apertura, di instaurazione di libertà di parola e di volontà di fermare la violenza delle forze armate nelle strade e nell'intero paese, noi denunceremo il potere che si è stabilito in Togo come dittatura, e la sua legittimità verrà considerata nulla e vuota.
L'Internazionale Umanista chiede che la comunità internazionale ed in particolare la Francia, l'UE e le Nazioni Unite
- si impegnino direttamente nel dialogo di pace, in maniera forte e determinata
- mettano in moto misure per evitare le ingiustizie e per eliminare ogni ostacolo alla democrazia in Togo
- non riconoscano il risultato di queste elezioni
- chiedano delle nuove elezioni realmente democratiche e trasparenti con la presenza di osservatori che possano garantire il processo elettorale
In Fede,
Daniel Horowitz
Segretario Generale della Regionale Europea









