Dienstag 04 April 2006

Milano: Soffiano nuovi venti in America Latina

Kategorie: Tomas Hirsch, European Region

 


discorso del presidente della Regionale Umanista Europea in apertura all'incontro con Tomas Hirsch a Milano, il 20 marzo 2006

Dieci giorni fa Tomy Hirsch, incontrando in Cile il neo Presidente della Bolivia, Evo Morales, dichiarava:  "per noi è motivo di orgoglio e di allegria ricevere il Presidente Evo Morales; vogliamo esprimerle il nostro orgoglio e la nostra solidarietà per il progetto rivoluzionario di cui egli è portatore”.
Con queste stesse parole giunga a Tomy, tutto il nostro orgoglio, caloroso benvenuto e profondo ringraziamento.

Tre sono i motivi di orgoglio e ringraziamento:
Perché è un Umanista, di quello stesso nuovo umanesimo, di quello stesso pensiero e messaggio Siloista, con cui stiamo riempiendo le piazze in tutte le latitudini della Terra e ampliando i campi della speranza in ogni essere umano.
Perché è il rappresentante, il leader, l’interprete di quel Patto, di quel insieme umano come Junto Podemos Mas, che raccoglie oltre 50 organizzazione della sinistra sociale, cristiana e politica, la continuità storica di quella “Unidad Popular” di Allende che stavamo imparando a conoscere al grido di “El Pueblo Unido jamas serà vencido”.
Perché è stato l’anello tra culture, il ponte tra diversità, l’interprete sensibile, attento, tenace, di un progetto che ha portato a straordinari risultati in Cile (7% alle ultime presidenziali; 3a grande forza indiscussa del panorama politico cileno), ed ora sta travalicando i confini, contagiando tutti coloro che sognano un profondo rinnovamento sociale, culturale, politico, economico, in America latina, in Europa, nel Mondo.

Come Presidente della Regionale Umanista Europea, dai nostri Forum di Praga e di Budapest, dalla riunione dei PU europei a Parigi, avevamo salutato con gioia nel cuore, l’avvio di questa straordinaria esperienza di unione di forze e di popoli, e avevamo pianto per l’emozione quando abbiamo avuto conferma che un Umanista sarebbe stato il candidato di tutte le forze di sinistra come Presidente della Repubblica del Cile.
Quanti anni avevi Tomy quando i carri armati dei golpisti, bombardarono il Palazzo della Moneda e i sicari di Pinochet, uccidevano Salvador Allende, e le speranza di libertà di tutto il popolo cileno, in quel doloroso 11 settembre 1973?
Cosa hai provato in tutti quegli anni bui e tristi che ne seguirono?
Se qualcuno ti avesse detto: “caro ragazzo, preparati! Perché tra qualche anno, avremo bisogno di ricucire questo strappo della storia e sarai tu il punto d’incontro dei fili multicolori e di diverso materiale necessari”.
Ci avresti creduto? Cosa avresti pensato?
Quando ho saputo che tu saresti stato il candidato della sinistra cilena, ero in Brasile, nella favela Sao José di Atibaia, Sao Paulo, circondato da case di cartone e latta, dove la povertà e la fame è reale quanto la pioggia che entra nella case.
Ricevo una telefonata da uno dei nostri, che mi dice: “E’ fatta! La sinistra cilena si presenta unita ed è Tomy il Presidente! Finalmente un Umanista”.
In quel momento arriva Carlinho un ragazzino di 11 anni, detto “Mosquito” (per quanto è magro e soprattutto per gli insetti che riesce ad accumulare sulla sua testa, lavorando in discarica) mi guarda e nota un sorriso ed uno sguardo trasognato, sul mio volto.
“Che c’è di tanto bello che ti fa sorridere nel vuoto?”
“Non sto sorridendo nel vuoto, sto sorridendo proprio a te Mosquito! A te che, se ti prepari internamente, se studi come superare il dolore e le sofferenze umane, se impari le lingue dell’anima, se insegnerai a coltivare i campi della speranza, potrai essere il futuro sindaco della tua città e chissà anche il Presidente del tuo amato Brasile!!”
“E chi te l’ha detto?”
“Me l’ha detto pochi minuti fa un messaggio arrivato dal Cile e pensa che questo messaggio è partito oltre 30 anni fa, ma soltanto ora l’udito della mia coscienza è riuscito a coglierlo ed interpretarlo!!”

Lula in Brasile, Chavez in Venezuela, Morales in Bolivia…Tomy Hirsch in Cile
La sinistra di popolo si unisce, riconosce sentieri nuovi, nuovi strumenti interpretativi della realtà sociale e dell’essere umano, scopre che ci sono nuove vie dell’economia solidale ma anche nuovi soggetti portatori di solidarietà e di valori.

Come fare anche qui, in Europa, in Italia, ad avviare un processo analogo?
Quanto tempo ci vorrà?
Con quali forze ed organizzazioni partire?
Con quali strategie, non solo del Partito Umanista, ma dell’intero corpo del Movimento, dei sui organismi, del Centro delle Culture, della Comunità per lo Sviluppo umano, dai sui fronti e dalle decine di associazioni?
Saremo capaci di affinare le nostre sensibilità per poter capire e dialogare con linguaggi diversi dai nostri?
Saremo in grado di disarmare le mani senza avvilire le coscienze?
Saremo in grado d’interpretare bisogni, quelli tangibili e quelli intangibili?
Di difendere diritti secolari mai rispettati e di affermarne di nuovi ancora non riconosciuti?
Saremo in grado di tener uniti noi stessi in una realtà che corrode i fili della solidarietà tra i popoli ed attenta all’unità interna stessa dell’individuo, facendolo sentire fragile ed impotente di fronte all’arroganza di chi ha già tutto ma vuole anche il suo silenzio, il suo consenso per continuare a derubargli l’anima?
Riusciremo a convincere tutta quella parte di popolo progressista e di sinistra (sindacati di base, associazioni sui diritti umani, organizzazioni ambientaliste, volontariato ecc.)  a non rincorrere fallimentari modelli conservatori e neoliberali, ma ritrovare le profonde radici della trasformazione sociale, tracciare un percorso rivoluzionario non violento e lanciare il segnale della “terza forza”, in fondo l’unica in grado di portarci fuori dalle attuali paludi?
A queste domande non potrà rispondere una sola persona ma l’intelligenza di un insieme progressista e rivoluzionario che, al di là dei differenti percorsi e le differenti credenze personali o di gruppo, accetterà di costruire un futuro comune per l’umanità.
Tomy e gli Umanisti in Cile hanno dimostrato che ciò è possibile.
Ora tocca a noi!


Giorgio Schultze
Presidente della Regionale Umanista Europea